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Salvezza possibile per il cielo più buio e limpido al mondo
Primo stop al complesso industriale vicino all'osservatorio astronomico di Paranal in Cile
Dopo le proteste della comunità astronomica internazionale, sembra prospettarsi la salvezza per il cielo più limpido e buio al mondo, quello sopra il deserto di Atacama in Cile: la società Aes Andes ha infatti annunciato di voler abbandonare il progetto per la realizzazione del grande complesso industriale 'Inna' previsto nelle vicinanze dell'Osservatorio Paranal dello European Southern Observatory. La notizia è stata accolta con favore dall'Eso, che però rimane cauto in attesa che arrivi la conferma ufficiale con il ritiro del progetto dal Servizio di valutazione ambientale cileno. "Quando la cancellazione sarà confermata, saremo sollevati dal fatto che il complesso industriale Inna non verrà costruito vicino al Paranal", afferma il direttore generale dell'Eso, Xavier Barcons. "A causa della sua ubicazione prevista, il progetto rappresenterebbe una grave minaccia per i cieli più bui e limpidi della Terra e per le prestazioni delle strutture astronomiche più avanzate al mondo". Un'analisi tecnica condotta dall'Eso lo scorso anno aveva rivelato che l'Inna potrebbe causare gravi e irreversibili danni ai cieli bui del Paranal e alla capacità delle sue strutture di funzionare come previsto. Inquinamento luminoso, microvibrazioni, polvere e aumento della turbolenza atmosferica nell'area potrebbero colpire duramente strutture come il Very Large Telescope (Vlt), il Vlt Interferometer (Vlti), l'Extremely Large Telescope (Elt) e il Ctao-South. "È stato incredibilmente rassicurante vedere così tante persone in Cile e in tutto il mondo preoccuparsi profondamente e impegnarsi attivamente per la protezione dei cieli bui e silenziosi nel contesto del progetto Inna", continua Barcons. "Siamo sinceramente grati per questo impegno e questa solidarietà. Ci dà fiducia che, lavorando insieme, possiamo continuare a proteggere i cieli bui e silenziosi in Cile e altrove, per la ricerca astronomica e per l'umanità". Il caso dell'Inna, comunque, evidenzia "l'urgente necessità di stabilire chiare misure di protezione nelle aree circostanti gli osservatori astronomici", scrive l'Eso in una nota. "Tali misure sono essenziali per consentire agli osservatori astronomici di continuare a operare, in particolare in una regione ampiamente considerata la migliore al mondo per le strutture di astronomia ottica, a causa dell'eccezionale oscurità dei cieli del Cile settentrionale".
H.Müller--CPN