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Riammessi 12 emendamenti al Milleproroghe, non c'è il condono edilizio
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Intesa Bankitalia-ministero Istruzione per educazione finanziaria nelle scuole
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Il prezzo del gas chiude in lieve rialzo a 38,86 euro
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Amplificatori di luce per le reti del futuro
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Borsa: Milano chiude in calo dello 0,66%
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Accordo Fitd e 5 banche per risanamento Banca Progetto
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Il petrolio in rialzo a New York a 63,23 dollari
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Venezuela, altri 200 milioni dal petrolio immessi nel mercato dei cambi
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Pichetto, in Italia 14,4 Gw di accumuli, ne servono altri 6
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A Torino nuovo housing sociale da 60 milioni di euro
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++ Tim dice addio alle risparmio, i soci approvano la conversione ++
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Dollaro in lieve rialzo, euro scende a 1,1994 (-0,40%)
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Borsa: Europa apre in ordine sparso, Parigi -0,69%, Londra +0,01%
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Petrolio poco mosso, Wti a 62,14 dollari al barile
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Borsa: Milano apre poco variata, +0,02%
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Oro senza freni, sopra 5.290 dollari l'oncia
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Lo Spread tra Btp e Bund tedeschi apre in rialzo a 59 punti
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Borsa: Hong Kong positiva, apre a +0,78%
Aumentano le imprese in Italia dell'1% nel 2025, meno chiusure
Unioncamere, +57mila unità. Trainano i servizi e l'edilizia
Il sistema imprenditoriale italiano chiude il 2025 con un segnale di vitalità, mettendo a segno un saldo positivo di 56.599 imprese. Il dato riflette una crescita dello stock dello 0.96%, un risultato superiore sia a quello del 2024 (+0,62%) sia a quello del 2023 (+0,70%). Queste le principali evidenze che emergono dai dati Movimprese, elaborati da Unioncamere e InfoCamere. "A determinare questo rafforzamento della base produttiva è stata la combinazione tra una sostanziale tenuta delle nuove iscrizioni (323.533, in linea con il 2024) e, soprattutto, una significativa contrazione delle cessazioni di attività esistenti, scese a 266.934 unità (-6,7% rispetto all'anno precedente). Alla fine del 2025, lo stock complessivo delle imprese registrate si attesta a 5.849.524 unità", si legge in una nota. "La significativa riduzione delle cessazioni registrata nel 2025 rappresenta un segnale concreto della capacità di tenuta e di resilienza del sistema produttivo nazionale", sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. "I dati Movimprese confermano il progressivo ridimensionamento di alcuni settori tradizionali, a partire da agricoltura e manifattura, e il rafforzamento dell'economia dei servizi, in particolare di quelli finanziari, professionali e di supporto alle imprese, sempre più centrali nell'accompagnare i percorsi di sviluppo, innovazione e crescita del tessuto imprenditoriale". I tassi di incremento più alti si registrano nelle attività finanziarie e assicurative (+5,89%) e nella fornitura di energia elettrica, gas e vapore (+5,16%). Al contrario, prosegue il ridimensionamento dei settori tradizionali: l'agricoltura perde oltre 8mila imprese (-1,17%), il commercio segna una flessione di 9.840 unità (-0,72%) e le attività manifatturiere si riducono dello 0,80% (-3.981 unità). L'edilizia si conferma tonica con un saldo di 9.306 imprese in più (+1,12%).
A.Leibowitz--CPN