-
Lollobrigida: dal 4 novembre 500 euro a oltre 1 milione di famiglie
-
Lmdv ci riprova, offerta per acquistare tutte le quote di Delfin
-
Borsa: Europa debole in apertura, Parigi -0,13%, Londra -0,36%
-
Confesercenti: "Allarme caro vita, in questo trimestre a rischio consumi per 1,4 miliardi'
-
Borsa: Asia contrastata, occhi sul voto Usa, Tokyo -0,33%
-
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi apre in calo sotto i 118 punti
-
L'utile semestrale di Ryanair scivola del 15% a 2,15 miliardi
-
Euro in aumento, scambiato a 1,1187 dollari
-
Il gas scende a 101,45 euro sulla piazza Ttf di Amsterdam
-
Prezzo dell'oro in aumento, Spot scambiato a 3.907 dollari
-
Prezzo del petrolio in calo, Wti scambiato a 100,68 dollari
Greenpeace,'il trattato Onu sugli oceani in vigore senza Italia'
'Ratificato da 81 Paesi, noi siamo lontani dal proteggere il 30% dei mari entro il 2030'
Dopo anni di negoziati, domani, 17 gennaio, entrerà in vigore il Trattato globale sugli oceani, l'accordo internazionale delle Nazioni Unite finalizzato a proteggere l'alto mare, cioè le aree oceaniche che non appartengono a nessuno Stato (pari a circa il 60% degli oceani). Lo ricorda Greenpeace in una nota rilevando che "ad oggi 81 Paesi lo hanno ratificato, tra cui la Francia, la Cina, Cuba e la Grecia, ma l'Italia non è tra questi" e per questo chiede al governo di aderirvi. "Il Trattato, che ha superato lo scorso settembre le 60 ratifiche necessarie per diventare efficace, è uno strumento indispensabile per proteggere almeno il 30% degli oceani entro il 2030 attraverso l'istituzione di Aree Marine Protette (Amp) - afferma Valentina Di Miccoli, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia - Nel nostro Paese la discussione è lontana da una eventuale ratifica e ci sono stati molteplici rimpalli tra le istituzioni coinvolte, come è successo per altri accordi internazionali per la tutela del mare mai ratificati. Siamo ancora lontani dall'obiettivo di proteggere almeno il 30% dei mari italiani entro il 2030". Le Aree Marine Protette in Italia "sono poche, piccole e coprono una superficie irrisoria di mare - aggiunge Di Miccoli - Sostenere i loro progetti di tutela e ampliamento è essenziale per limitare l'inquinamento e lo sfruttamento del Mediterraneo. È il momento di ratificare quanto prima il Trattato globale sugli oceani anche in Italia". Greenpeace osserva che "la protezione dei mari italiani versa in una situazione critica, con meno dell'1% di mare protetto da misure di conservazione efficaci".
D.Goldberg--CPN