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Parisi, per l'IA serve la stessa responsabilità nata per il nucleare
"Possiamo accettare che l'IA diventi la porta attraverso cui passa tutta l'informazione?"
"Io non sono tra coloro che pensano che l'Intelligenza Artificiale ci porterà alla fine dell'umanità. Le armi nucleari minacciano la nostra distruzione fisica, mentre l'IA, almeno per quanto possiamo vedere oggi, no. Ma lo stesso senso di responsabilità che la potenza dell'atomo fece nascere negli scienziati 70 anni fa è quello che ci serve adesso, davanti alla potenza dell'IA". Così Giorgio Parisi, premio Nobel per la Fisica nel 2021 e membro dell'Accademia dei Lincei, intervenuto oggi al convegno su proliferazione e non-proliferazione nucleare organizzato dall'Accademia dei Lincei. Parisi si sofferma sui problemi secondo lui più urgenti. Il primo è quello del monopolio dell'informazione. "Da qualche tempo, quando facciamo una ricerca in rete, la prima risposta è spesso quella dell'IA. In genere è soddisfacente, e per questo ci fermiamo lì, ma non sappiamo da quali fonti sia stata tratta: chi decide della loro attendibilità? Se riteniamo giusto porre un tetto perché nessuno controlli da solo il mercato dell'informazione nei mezzi tradizionali - si chiede Parisi - possiamo accettare che una sola Intelligenza Artificiale diventi la porta attraverso cui passa tutta l'informazione, senza alcun limite di questo genere?". Il Nobel pone poi l'attenzione sull'utilizzo degli strumenti basati sull'IA da parte dei ragazzi, ad esempio per fare i compiti assegnati a scuola. "Le cose facili sono i gradini con cui si sale verso quelle difficili. Se lasciamo che sia l'IA a fare tutto il lavoro facile - commenta Parisi - togliamo i gradini e, se gli esseri umani smettono di fare il lavoro che porta, passo dopo passo, all'originalità, rischiamo di fermarci dove siamo". In tutto ciò, la ricerca scientifica deve assumere un ruolo di guida, rispondendo alle società private con conoscenze condivise. "Potrebbe e dovrebbe nascere in Europa - conclude il linceo - una istituzione pubblica per l'IA, una specie di Cern. Non dovrebbe sostituire la ricerca dei singoli paesi, ma stimolarla, arricchendo le conoscenze di tutti. L'Europa negli ultimi anni è rimasta indietro, ma ne ha le capacità".
M.Anderson--CPN