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Trovata nel cervello dei superanziani la firma della resilienza
Studio apre a terapie per invecchiare in salute e prevenire l'Alzheimer
Il cervello dei superanziani porta la firma della resilienza: gli ultraottantenni che dimostrano capacità cognitive e mnemoniche paragonabili a quelle di persone molto più giovani producono il doppio di nuovi neuroni rispetto ad altri anziani sani. Lo ha scoperto lo studio pubblicato sulla rivista Nature e guidato dall'Università dell'Illinois a Chicago, che ha esaminato campioni di cervello provenienti da diversi individui. La firma individuata potrebbe aiutare a sviluppare terapie volte a favorire un invecchiamento in salute e a prevenire l'Alzheimer e altre forme di demenza. Diverse ricerche degli ultimi decenni hanno suggerito che nell'ippocampo, la sede della memoria nel cervello, nuovi neuroni possono generarsi durante tutto l'arco della vita. Lo studio coordinato da Orly Lazarov e Jalees Rehman conferma questo dato, ma svela anche che la formazione di nuovi neuroni avviene con ritmi molto diversi da persona a persona. Mentre coloro che mostrano i primi segni di declino cognitivo hanno una formazione ridotta al minimo e quelli con Alzheimer conclamato ne hanno una quasi completamente azzerata, il cervello dei superanziani produce ancora molti nuovi neuroni, addirittura il doppio di quelli di altri anziani sani. "Ciò che è entusiasmante per il pubblico - commenta Ahmed Disouky, primo autore della ricerca - è che questo studio dimostra che il cervello che invecchia non è destinato per forza al declino. Capire come alcune persone mantengono naturalmente la neurogenesi - aggiunge Disouky - apre le porte a strategie che potrebbero aiutare un numero maggiore di adulti a preservare la memoria e la salute cognitiva con l'avanzare dell'età".
M.P.Jacobs--CPN