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In Italia percentuale donne ai vertici aziendali in lieve calo al 34%
Rapporto Grant Thornton, ancora poche fra Ceo e presidenti
In Italia la percentuale di donne ai vertici aziendali scende lievemente al 34% dopo anni di crescita a a fronte di una media nell'eurozona del 34,9% e di un dato globale pari al 32,9% ma sono ancora poche fra le prime linee, Ceo e presidenti. E' quanto emerge dal Women in Business 2026 di Grant Thornton che analizza i progressi della rappresentanza femminile nei ruoli dirigenziali all'interno delle aziende del mid-market. In Italia il dato è in calo per il secondo anno consecutivo, rispetto al picco del 35,7% del 2024 e al 34,8% del 2025. "Si tratta comunque . si legge nel rapporto - di una fluttuazione non inusuale in un percorso di crescita a lungo termine che ha visto i livelli aumentare di 13,4 punti percentuali negli ultimi 22 anni a livello globale e 15,8 punti in Italia, un trend che fa prevedere il raggiungimento della parità globale entro il 2051". Scorrendo la ricerca si evidenzia come olo il 4,3% delle imprese italiane non ha donne nel senior management. La percentuale più elevata di donne dirigenti si riscontra fra i responsabili delle risorse umane (sono il 44,1% del totale). Sono poi il 36,6% dei Cfo, ma scendono al 22,6% tra i Ceo e al 3,2% tra i Presidenti. A livello globale, il settore più vicino alla parità è quello pubblico con il 48,2% di donne in ruoli dirigenziali, seguono Viaggi, turismo & tempo libero con il 40,2%, e Sanità con il 39,7%. Per Alice Venturini, Senior Manager Audit di Grant Thornton Italy: "Le organizzazioni che promuovono concretamente l'inclusione — attraverso modelli di leadership evoluti, flessibilità organizzativa e reali opportunità di crescita — non solo rafforzano la capacità di attrarre e trattenere talento, ma contribuiscono a costruire una leadership più solida e sostenibile. E per Maria Rosaria Spera, Manager Tax di Grant Thornton Italy: "La parità di genere non è più solo un tema valoriale, ma una variabile strategica che incide sulla competitività delle imprese. La sfida ora è trasformare l'impegno dichiarato in risultati tangibili, soprattutto nei ruoli decisionali dove il cambiamento procede più lentamente".
A.Mykhailo--CPN