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Mediobanca, sull'olio di oliva Italia in carenza produttiva e disavanzo commerciale
Export dei big trascina (+7%). All'estero va 35,4% del giro d'affari. La metà in 3 Paesi
L'olio d'oliva Made in Italy ha un rilevante peso nel commercio internazionale: nel 2024 . evidenzia un'analisi dell'area studi Mediobanca - l'Italia, nonostante la storica carenza produttiva, è seconda sia per esportazioni mondiali, con 2,8 miliardi di euro dopo la Spagna (5,1 miliardi) e prima del Portogallo (1,5 miliardi), che per importazioni con 2,9 miliardi, dopo gli Stati Uniti (3 miliardi) e prima della Spagna (1,4 miliardi). Metà dell'export italiano di olio d'oliva - segnalano gli analisti Mediobanca - si concentra in tre Paesi: Stati Uniti (32,2% dei quantitativi complessivi nel 2024), Germania (14%) e Francia (6,8%). Mentre l'olio importato proviene principalmente da Spagna (56,8%), Grecia (17,5%) e Tunisia (14%). La bilancia commerciale italiana, sottolinea l'analisi Mediobanca, è in disavanzo strutturale: nel biennio 2022-2023 il deficit è stato più ampio (rispettivamente -331 milioni di euro e -278 milioni) rispetto alla media dal 1991 (-171 milioni di euro); nel 2024 il divario si è ridotto (-19 milioni). E la produzione interna (300mila tonnellate attese per il 2025-26, +21% sul 2024-25) non riesce a sostenere i consumi (470mila tonnellate) rendendo necessario il ricorso a importazioni (570,9mila tonnellate) che superano le vendite all'estero (371mila nel 2025-26). Buona la performance dell'industria dell'olio d'oliva italiana: le vendite dei maggiori produttori italiani di olio d'oliva sono cresciute ad un tasso medio annuo del 7%, più del resto del settore alimentare (CAGR +4,4%) e quasi il doppio della manifattura (+3,9%). Incisivo l'export: in crescita del 9% medio annuo tra il 2015- 2024; +6,9% l'alimentare e +4,3% la manifattura. All'estero va il 35,4% del giro d'affari (+5,4 punti percentuali sul 2015); meglio solo i produttori di bevande (39,1%, +2,4 punti).
Y.Ibrahim--CPN