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La Pietra, il Piano Olivicolo Nazionale favorirà il rilancio del comparto
Dal 2026 al 2031. Per recuperare il potenziale produttivo nazionale
L'olivicoltura italiana è una priorità strategica nazionale e merita una visione organica, stabile e di medio lungo periodo. A tal fine, il Piano Olivicolo Nazionale favorirà il rilancio del comparto. Ne è convinto il sottosegretario al Masaf, Patrizio La Pietra, che al tavolo olivicolo, convocato questa mattina al Masaf, ha sottolineato il risultato raggiunto dopo mesi di confronto. Il Piano Olivicolo Italiano 2026-2031, ha detto, è "atteso da anni dal comparto per poter avviare il percorso di rilancio strutturale" per "dare risposte serie alla frammentazione produttiva, ai cambiamenti climatici, ad una programmazione scarsa se non assente, che giorno dopo giorno, anno dopo anno, hanno eroso il potenziale del comparto olivicolo italiano". Ora, ha proseguito, "mettiamo fine alla stagione degli interventi episodici e diamo vita a un Piano di ampio respiro, in grado di dare certezze operative e strumenti concreti per recuperare il potenziale produttivo nazionale, con particolare attenzione all'aspetto qualitativo, per contrastare l'abbandono degli oliveti, per sostenere l'ammodernamento degli impianti e favorire la riduzione dei costi di produzione". Il Piano, ha concluso La Pietra, "non è una serie di disposizioni calate dall'alto, ma il frutto di un dialogo con tutti gli operatori, chiamati ad esprimersi su ogni punto, compreso, ad esempio, quello di valutare come ridefinire i confini della definizione di "extra vergine di oliva" per poter presentare il nostro olio con la massima chiarezza possibile".
O.Hansen--CPN