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Insegnanti italiani di fisica e chimica hanno bisogno di aiuto
Marisa Michelini(Università di Udine): 'È un problema culturale'
"In Italia, gli insegnanti di discipline scientifiche come fisica e chimica hanno bisogno di aiuto, non ricevono abbastanza supporto", dice all'ANSA Marisa Michelini dell'Università di Udine, tra gli organizzatori del convegno della Fondazione 'I Lincei per la Scuola' in programma il 4 e 5 settembre a Roma, che punta i riflettori proprio sull'insegnamento di queste discipline. "Io ne conosco tanti - commenta Michelini - gli insegnanti credono nella loro missione, danno l'anima per il loro lavoro, ma non hanno aiuto, non hanno accesso alla ricerca didattica e vengono fatti formare in modo troppo rapido e superficiale. A livello internazionale c'è molto più approfondimento in questo senso, sulle modalità con le quali far crescere la conoscenza scientifica dei ragazzi". Michelini, anche lei professoressa nell'Ateneo friulano, racconta ciò che avviene a pochi chilometri di distanza, in Slovenia. "Tutti gli anni, la prima settimana di settembre gli insegnanti vanno nelle università per aggiornarsi sui più recenti risultati della ricerca: perché non possiamo farlo anche noi?", chiede Michelini, che sottolinea anche come l'ostacolo principale sia di tipo culturale. "È un problema culturale, prima di tutto, tutti si devono rendere conto che c'è bisogno di fare questa integrazione - aggiunge la docente - e poi naturalmente chi ha il potere per farlo deve favorire questo processo e fare in modo che si realizzi". Fondamentale, secondo Michelini, anche la formazione continua degli insegnanti. "Bisognerebbe finalmente fare quello che esiste in tutti i paesi e che in Italia si promette da anni - aggiunge - con una continuità e una progettazione iniziale, e non abbandonata a una realtà differenziale".
U.Ndiaye--CPN