-
Dazi: Zoppas, a fine anno export ha rallentato, attendiamo trend 2026
-
Sulla Luna si possono coltivare i ceci, ma servono compost e funghi
-
Orcel a Commerz, 'confrontiamoci e mettiamo su tavolo le carte'
-
Imprese Vincenti, arriva a Torino il tour delle pmi eccellenti
-
Eni, accelera su hub di gas in Indonesia
-
Prezzo dell'oro resta sulla soglia dei 5000 dollari l'oncia
-
Suez riduce quota in Acea al 19,3%, invariate partnership industriali
-
Euro stabile in avvio sui mercati, avanza lo yen
-
Il petrolio chiude in rialzo a New York a 96,21 dollari
-
Wall Street procede positiva, Dj +0,34%, Nasdaq +0,58%
-
L'ambiente dei padri influenza la salute dei figli
-
Borsa: Milano chiude in rialzo con l'Europa, corre l'energia
-
Lo spread tra Btp e Bund chiude in calo a 75 punti
-
Il prezzo del gas chiude in rialzo a 51,56 euro al megawattora
-
Divario di genere, Italia undicesima nel G20, 123 anni per la parità
-
Rai e Rai Way, grande data center a Pomezia 'nuovo asset strategico'
-
Borsa: Milano chiude in rialzo dell'1,22%
-
Nei molari fossili il diario segreto degli elefanti di 125mila anni fa
-
Accordo al Mimit, Altuglas chiude e licenzia 32 persone a Mestre
-
Sale l'attesa per la Fed, ombre sui possibili tagli dei tassi
-
S&P conferma il rating BB+ di Amplifon dopo l'acquisizione di Gn Hearing
-
Bonus moto e motorini al via, fino a 4 mila euro di contributi
-
Etna Sky, compagnia apre sito e cerca personale 'appassionato di volo'
-
Fonti Ue, 'la maggioranza dei 27 ritiene l'Ets indispensabile'
-
Florovivaismo, stop traffico nel Golfo blocca oltre mille container per Medio Oriente
-
Zoppas, presto per conoscere impatto guerra su export Italia in MO
-
Borsa: l'Europa accelera dopo Wall Street, Milano +1,7%
-
Itas Mutua approva il bilancio 2025 con 50,4 milioni di utile netto
-
Amazon accelera le consegne negli Usa, in centinaia di città anche in 1 ora
-
Interfaccia cervello-computer permette di digitare su una tastiera solo col pensiero
-
Napoli-Bari, attivata la prima tratta in Campania
-
Associazioni tpl, da crisi energetica impatto di 30 milioni al mese
-
Cuba consentirà agli emigrati di aprire conti in valuta estera
-
Tpl, via libera del Mit alle navette senza conducente a Imperia
-
Lincei, le università telematiche garantiscano un insegnamento di qualità
-
In Sicilia 22,5 milioni di turisti nel 2025, meno italiani e più stranieri
-
Alesse (Adm), 'scambi avvengano nel rispetto delle regole e della concorrenza'
-
Torna la Audi A2, ma sarà elettrica, il debutto in autunno
-
A2a chiude il 2025 con ricavi in crescita a 14 miliardi di euro
-
Germania, fiducia degli investitori a picco con la guerra in Iran
-
Döllner, il primo modello di Audi con tecnologia Sdv nel 2028
-
Orlopp, disposti a sederci con Unicredit ma serve bozza di proposta
-
Döllner, 'Concept C vera auto che segna il nuovo inizio di Audi'
-
Döllner, 'in Formula 1per competere per il campionato entro il 2030'
-
Il Sole arriva dal cuore della Via Lattea, è fuggito quasi 5 miliardi di anni fa
-
Gme, prosegue rialzo prezzo dell'elettricità a 147,5 euro al Mwh
-
Ipzs, un giglio per due emissioni della Collezione Numismatica 2026
-
Audi chiude il 2025 con un utile in crescita a 4,61 miliardi
-
Facile.it, aumento bollette luce e gas sale a 416 euro
-
Istat rivede al ribasso stime inflazione, prezzi a febbraio +1,5%
Dagli ippopotami ai mammut, così il clima ha cambiato l'Insubria
In mostra i fossili scoperti tra il Po e i laghi prealpini
I cambiamenti climatici degli ultimi 200.000 anni hanno fatto sì che nell'area padana e in quella dei grandi laghi prealpini (Insubria) si alternassero specie diverse di grandi mammiferi: bisonti, cervi giganti, alci e mammut nei freddi periodi glaciali, rinoceronti, ippopotami, uri e cavalli nei più miti periodi interglaciali. A raccontarlo sono i fossili recuperati negli anni dai depositi alluvionali del Po e dai suoi affluenti sudalpini, conservati al Museo di Storia Naturale di Milano e prestati in via temporanea, su concessione del Ministero della Cultura, al Museo cantonale di storia naturale di Lugano per la mostra 'La mano del clima e la mano dell'uomo. I grandi mammiferi estinti dell'Insubria'. Nella prima parte del percorso espositivo trovano posto le specie riferibili al penultimo periodo interglaciale (130.000-71.000 anni fa): una fauna di clima temperato che comprende l'ippopotamo, il rinoceronte di Merck, nonché i primi esemplari di uro. Seguono le forme che, ben adattate al freddo, sopravvissero all'ultima glaciazione fino all'avvento massiccio dell'Homo sapiens, come l'alce, il bisonte delle steppe, il mammut, il cervo megacero, il rinoceronte delle steppe e l'orso delle caverne. Con l'arretramento dei ghiacciai nel periodo tardoglaciale (70.000-14.000 anni fa) e lo sviluppo della vegetazione nell'Olocene, si entra nella seconda parte del percorso: ricompaiono boschi e praterie, stavolta popolati da cervi, buoi e cavalli selvatici. Questi animali furono in parte cacciati e in parte addomesticati dall'uomo, il quale è diventato nei tempi più recenti il principale artefice dei cambiamenti climatici. "Ora, proprio a causa di questi cambiamenti troppo rapidi, stiamo vivendo la sesta estinzione di massa e sta a noi cercare di evitarla", afferma Cristiano Dal Sasso, paleontologo del Museo di Storia Naturale di Milano e curatore della mostra. "Vogliamo dare al visitatore un forte messaggio da portare con sé, che lo renda consapevole del fatto che i cambiamenti climatici toccano la vita presente di tutti noi". La mostra resterà aperta a Lugano per un anno, a partire dal 3 marzo.
Y.Uduike--CPN