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Dalla Boeing voci di 400 licenziamenti, tagli al razzo Sls
Crescono le tensioni tra la Nasa e le politiche di Trump e Musk
La Boeing annuncia il possibile taglio di 400 dipendenti dedicati alla costruzione del grande razzo della Nasa Sls e la revisione dell'intero programma internazionale Artemis che punta a riportare l'umanità sulla Luna. Sono solo gli ultimi episodi che testimoniano un clima di tensione crescente all'interno dell'agenzia spaziale americana, la cui attività è sempre più minacciata da SpaceX, l'azienda guidata da Elon Musk. Venerdì 7 febbraio i vertici della Boeing hanno informato i propri dipendenti di un possibile taglio di 400 posti di lavoro sul programma di sviluppo del grande razzo Sls a causa di "revisioni al programma Artemis e costi eccessivi". Si tratta del lanciatore da anni al centro di dibattiti a causa degli alti costi e più volte criticato apertamente da Musk che parallelamente sta sviluppando il razzo concorrente Starship. Nonostante le difficoltà la Nasa aveva a fine gennaio annunciato il lancio di Artemis 2, la prima con equipaggio a bordo della capsula Orion, per aprile 2026 ma ora l'annuncio fatto dalla Boeing sembra testimoniare una situazione differente. Dinamiche, sottolineano vari analisti, che testimoniano la crescente tensione tra Nasa e Elon Musk. Tensioni cresciute in queste settimane, come con la nomina ad amministratore della Nasa di Janet Prieto il cui primo atto è stato l'eliminazione dei contratti di diversità, equità e inclusione, i cosiddetti Dei, seguito poche settimane dopo dalla nomina come consulente di Michael Altenhofen, dipendente per 15 anni di SpaceX. Critiche e ingerenze evidenti anche dagli attacchi da parte di Musk stesso come nel caso del tweet che ha fine gennaio aveva annunciato il progetto di SpaceX di "riportare a casa il prima possibile i 2 astronauti bloccati sulla Stazione Spaziale". Missione che in realtà già da tempo era stata annunciata dalla Nasa con l'arrivo del prossimo equipaggio, la Crew 10. Tensioni che potrebbero presto acuirsi in vista anche di possibili nuove valutazioni e modifiche nel segno della semplificazione di altri progetti da tempo al centro di dibattito, tra cui lo sviluppo del Lunar Gateway, che vede anche l'importante partecipazione dell'Europa e l'Italia, di Mars Sample Return, per il trasporto sulla Terra di campioni marziani, e sul destino della Stazione Spaziale che dovrebbe essere deorbitata nel 2030.
H.Müller--CPN