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Fumarola, 'Cisl pronta a un patto sociale. Orsini firma?'
Leader Confindustria: "Partiamo da punti su cui siamo d'accordo"
La Cisl è pronta a "un patto sociale", dice la segretaria generale Daniela Fumarola, che sul palco dell'assemblea di Noi Moderati dialoga con il presidente di Confindustria e lo incalza: "Emanuele Orsini lo firma?". Entrambi sono favorevoli ad un percorso insieme, per spingere sulle misure per la crescita. Il leader degli industriali lo sottolinea più volte, "imprese e sindacati sono la stessa cosa. Tutelare l'impresa in Italia vuol dire tutelare i lavoratori italiani", e dice: "Dobbiamo guardare avanti con responsabilità e dobbiamo farlo insieme". E la leader della Cisl: "Noi prontissimi. Però di parlare di 'patto' proprio proprio non ce la fa. Neanche di 'alleanza'. Approfittane ora per dire a questa platea - gli dice, con tono scherzoso ma incalzante - che sei pronto a lavorare per un 'patto della responsabilità'. No, la parola proprio non gli viene". "Mi permetto di scherzare con Emanuele, ma sul patto non scherzo: credo che dobbiamo sempre di più avere relazioni sindacali, relazioni industriali, con un approccio di questo tipo. Dobbiamo esercitare responsabilità". Le distanze ci sono, e anche tra sindacati: "Ci sono sensibilità diverse", per esempio al tavolo tra imprese e sindacati "qualcuno ha parlato di salario minimo e noi siamo contrari al salario minimo legale". E aggiunge: "Il 13 noi abbiamo scelto di essere in piazza Santi Apostoli perché, partendo dal primo tassello che è la manovra, noi vogliamo rilanciare l'idea di questa grande alleanza". "Anche la presidente Meloni al nostro congresso ha dato ampia disponibilità a ragionare di questa alleanza, sul patto". Bisogna "partire da un accordo sul lavoro, perché il lavoro è centrale nelle dinamiche, nelle dinamiche sociali". "Siamo molto d'accordo sull'approccio che Confindustria ha nei confronti dell'impresa e del lavoro", dice ancora la leader della Cisl: "Hanno la stessa ragione d'esistere, ovviamente da punti di vista diversi". Si guarda all'accordo del '93. "Noi pensiamo che questo sia il tempo della responsabilità, ognuno per la propria parte, considerando che le condizioni socioeconomiche del nostro Paese abbiamo analisi che più o meno coincidono, pensiamo che bisogna far crescere il Paese, pensiamo che c'è un problema di produttività e salari. Allora perché non stringersi in questa grande alleanza?". E ancora: "Dal presidente Orsini, da Confindustria, noi ci aspettiamo un'apertura rispetto a questo, percorso, a questo cammino che noi abbiamo voluto chiamare ancora una volta come 'il cammino della responsabilità' ". Orsini ricorda le parole con sui si era candidato alla guida di Confindustria: "dialogo, identità e unità", "dialogo con tutte le parti sociali e con la parte politica". E dice "Ho fatto un elenco di 100 cose e io poi ho detto: ma su dieci siamo d'accordo? Partiamo dalle dieci che siamo d'accordo, poi cominciamo a lavorare sulle altre". Daniela Fumarola lo stimola: non erano dieci, "erano tre". E Orsini: "Erano tre per tre. Già mettere insieme voi tre sindacati non era facile". C'è anche il tema dei contratti. "Dopo il contratto dei metalmeccanici stiamo accelerando su tutti, la responsabilità va anche in questo senso", dice il leader degli industriali, che richiama anche "il tema del welfare", e l'esigenza di "un piano casa" per i lavoratori.
O.Hansen--CPN