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Round a Bolloré nella battaglia contro l'opa su Vivendi
Cassazione impone il riesame all'Appello, per ora niente offerta
Il finanziere bretone Vincent Bolloré non dovrà per ora farsi carico di lanciare un'opa su Vivendi. La Cassazione francese ha infatti imposto alla Corte d'Appello di riesaminare la decisione emessa lo scorso aprile e alla base della delibera con cui, a luglio, la Consob transalpina (Amf) aveva imposto a Bolloré di promuovere un'offerta pubblica d'acquisto su Vivendi entro sei mesi. La Corte d'Appello, che aveva accertato il controllo di Bolloré su Vivendi alla luce della sua "considerevole autorità" sulle assemblee, dovrà ora rivedere la sua decisione - riferisce Bloomberg - in base ai criteri indicati dalla Cassazione. Che ritiene che Bolloré possa essere considerato il controllore di fatto di Vivendi qualora abbia detenuto, direttamente o indirettamente, almeno la maggioranza relativa dei voti espressi dagli azionisti per un significativo periodo di tempo e se i suoi diritti di voto gli consentissero di determinare l'esito delle assemblee. L'Amf ha reso noto che si riunirà nei prossimi giorni per esaminare la sentenza della Cassazione ma ha anticipato che non prenderà alcuna decisione sull'opa fino a quando la Corte di Appello non si sarà espressa nuovamente. Con l'effetto che per ora resta congelato il rischio che Bolloré possa essere costretto a promuovere una costosa offerta su Vivendi. All'origine del contenzioso ci sono le rimostranze di alcuni azionisti di minoranza, capeggiati dal fondo attivista Ciam, secondo cui la scissione a fine 2024 di Vivendi in quattro società (Vivendi e Hachette quotate a Parigi, Canal+ a Londra e Havas ad Amsterdam) avrebbe favorito Bolloré danneggiando i soci di minoranza di Vivendi, trasformatasi, dopo lo scorporo, in una pura holding di partecipazioni.
O.Ignatyev--CPN