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Campari soffre in Borsa, teme vendita azioni da parte di Lagfin
Ma mercato scommette anche su accordo transattivo col Fisco
Campari è finita sotto pressione in Borsa pur avendo ridotto il calo al 2% da quasi il 6% segnato a inizio seduta dopo che venerdì la Guardia di Finanza ha sequestrato azioni in capo alla holding lussemburghese, Lagfin, del valore di quasi 1,3 miliardi di euro (circa il 16% del capitale) per presunta evasione fiscale. La speranza sul mercato è che la holding dei Garavoglia, azionista col 52% del capitale e l'83% dei diritti di voto del gruppo dello Spritz, trovi un accordo transattivo con il Fisco, come er avvenuto per Exor, di valore inferiore alla cifra sequestrata. Sebbene Campari non sia coinvolta direttamente, il timore che ha fatto inizialmente scivolare il titolo è che la holding possa collocare sul mercato azioni Campari per far fronte al pagamento della sanzione. L'analista di Equita spiega che questa eventualità è legata anche al fatto che il bond Lagfin convertibile in azioni Campari da 429 milioni ancora in circolazione prevede un covenant che rende impossibile accendere a nuovi finanziamenti se si superano certe soglie. Secondo i calcoli di Equita "ipotizzando una sanzione da 1,3 miliardi l'ammontare residuale da finanziare tramite eventuale piazzamento di azioni Campari sarebbe di circa 950 milioni che ai prezzi attuali corrisponderebbe al 13% del capitale della società". D'altra parte, osserva sempre Equita, il titolo Campari è vicino ai minimi degli ultimi 10 anni e considerate le prospettive di miglioramento dei risultati del gruppo con il nuovo piano strategico che sarà presentato il 6 novembre, "pensiamo che per la famiglia Garavoglia sia preferibile finanziare un aumento di capitale in Lagfin rispetto al piazzamento di una quota significativa del capitale di Campari". Un'altra alternativa potrebbe essere la distribuzione di un dividendo straordinario da parte del gruppo di alcolici. "Sebbene non vi sia un impatto materiale diretto sul bilancio di Campari o sulle operazioni del gruppo, il sequestro delle azioni detenute da Lagfin potrebbe rappresentare un ostacolo per Campari stessa a causa di questioni di reputazione e del potenziale rischio di un overhang di azioni sul mercato", secondo Banca Akros. Per Octo Finances infine "una sanzione non metterebbe in discussione la partecipazione di Lagfin in Campari" bensì il debito della holding.
P.Gonzales--CPN