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Borsa: l'Europa consolida il rialzo, future Usa in rosso, Milano +0,6%
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L'indice Pmi manifatturiero tedesco sale oltre le stime a 49,1 punti
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Borsa: Milano debole (-0,55%), pesano Stm, Tenaris, Prysmian ed Eni
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Lo spread tra Btp e Bund decennali tedeschi apre in rialzo a 62,8 punti
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Prezzo dell'oro crolla, Spot scambiato a 4.434 dollari, -9,39%
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Il gas scivola a 35,9 euro al MWh in apertura ad Amsterdam
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Isfort, più morti sulle strade per spostamenti tra i comuni
Reti statali e provinciali causa del 48% della mortalità
In Italia, le strade extraurbane sono tra le più pericolose, più di quelle urbane e delle autostrade. Il dato è netto: se nei comuni più grandi il tasso di mortalità è del 13-14%, quello nei comuni periferici ed ultraperiferici (aree interne) è di circa il 48%, 3 volte tanto. La perifericità, dissestata, con infrastrutture carenti e scarsa manutenzione, continua quindi ad essere una nota dolente, in questo caso letale, della mobilità italiana. Questo è quanto emerge dall'incontro organizzato da Isfort con Sipotra e il Laboratorio di Economia Applicata del Dipartimento di Economia, Management e Diritto dell'Impresa dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro guidato da Angela Stefania Bergantino, per la presentazione di Datamobs, "Data for mobility behaviour studies", il nuovo progetto sulla mobilità finanziato con fondi Pnrr dall'Università di Bari, nell'ambito di Grins. Nella penisola, in media, il 72% degli spostamenti avviene all'interno del proprio comune di residenza. Tra i piccoli comuni la quota di mobilità si riduce a circa il 37%, con la conseguenza che quasi il 63% degli spostamenti è di tipo extraurbano, e questo per la necessità di raggiungere comuni più grandi dotati di servizi essenziali come ospedali, stazioni ferroviarie, scuole secondarie. Come se non bastasse, inoltre, chi si sposta lo deve fare con la propria auto, cioè il 69% (a fronte del 61% della media italiana), incidendo negativamente sulla sostenibilità. "Datamobs - dichiara Carlo Carminucci di Isfort - vuole essere una risposta alla carenza storica e strutturale di informazioni statistiche adeguate sulla mobilità della popolazione in Italia, per arricchire le conoscenze sulle preferenze degli italiani, con un dettaglio territoriale fino alla scala comunale. Con le ricercatrici Isfort, Giulia Carbone e Angela Chindemi in collaborazione con Uniba miriamo alla costruzione di un dataset decennale e di un sistema di indicatori ottenuto combinando i dati delle indagini Audimob con fonti statistiche istituzionali e Big Data".
D.Avraham--CPN