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Le difficoltà economiche fanno invecchiare prima il cervello
Lo studio su quasi 3mila britannici
Il cervello invecchia più in fretta quando si fa fatica ad arrivare alla fine del mese, probabilmente a causa dell'infiammazione causata dallo stress cronico dovuto alle persistenti difficoltà economiche. E' quanto emerge dallo studio condotto su oltre 2.700 persone nel Regno Unito dai ricercatori dell'University College di Londra. I risultati sono pubblicati sulla rivista Innovation in Aging. Lo studio dimostra che le persone con difficoltà economiche persistenti o con un basso reddito nella prima età adulta e nella mezza età ottengono risultati peggiori nei test cognitivi fatti a 53 anni. Esaminando un sottogruppo di persone sottoposte a risonanza magnetica cerebrale, i ricercatori hanno osservato che un basso reddito persistente si associa a una salute cerebrale peggiore (inclusa una maggiore atrofia del cervello) in età avanzata (dai 69 ai 71 anni). Questi legami si confermano anche dopo aver tenuto conto di fattori che potrebbero falsare i risultati, come le capacità cognitive nell'infanzia, il livello di istruzione e le condizioni di svantaggio socioeconomico durante l'infanzia. L'associazione tra difficoltà finanziarie e una peggiore salute cerebrale in età avanzata risulta più forte negli uomini, nelle persone che hanno vissuto un'infanzia difficile e in coloro che presentano una variante del gene APOE associata a un maggiore rischio di Alzheimer. "La maggior parte degli studi sull'invecchiamento cognitivo analizza le difficoltà economiche in un singolo momento. Il nostro studio, che utilizza dati raccolti nell'arco di diversi decenni, ci permette di vedere che sono le difficoltà accumulate nel corso degli anni a essere associate agli esiti peggiori per la salute cognitiva, piuttosto che episodi occasionali di difficoltà", afferma il ricercatore Jacques Wels. "I nostri risultati - aggiunge la coordinatrice dello studio, Praveetha Patalay - suggeriscono che sostenere le persone con difficoltà economiche e ridurre la povertà cronica potrebbe contribuire anche a prevenire in futuro il declino cognitivo e i casi di demenza".
H.Meyer--CPN