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Frana in Molise ha conformazione complessa, l'ultima attivazione nel 2015
Geologo, 'per lavori di messa in sicurezza servirà attendere il drenaggio delle acque'
La frana di Petacciato è complessa, composta da una serie di corpi franosi, ed è conosciuta da tempo, l'ultima attivazione era stata nel 2015: prima di eventuali interventi servirà attendere il drenaggio dell'acque. A spiegarlo è il geologo Antonello Fiore, presidente nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale, che denuncia anche l'eccessiva lentezza per dare il via ai lavori già previsti per la messa in sicurezza della frana. "Quella di Petacciato è una frana nota da molto tempo, che si è attivata almeno una decina di volte negli ultimi 100 anni, l'ultima nel 2015. Viene classificata come una frana complessa, composta da una serie di corpi franosi e si sviluppa su una litologia argillosa", ha detto Fiore all'ANSA. Ad oggi, sottolinea Fiore, non è possibile prevedere tempistiche sul suo arresto, "è possibile monitorarla in dettaglio e attendere il drenaggio delle acque". "Solo quando si 'stabilizzerà', si potrà allora intervenire. Con l'auspicio che lo si faccia però velocemente, prima che avvenga una nuova attivazione". Proprio i tempi degli interventi sono, secondo il presidente nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale, il punto critico: "Nel 2021 la Regione Molise annunciava l'imminente gara di progettazione per il consolidamento idrogeologico del versante Nord-Est a valle dell'abitato, con un impegno economico complessivo di oltre 40 milioni di euro, uno dei più ingenti investimenti mai stanziati in Italia per la mitigazione dei rischi di dissesto", ha detto Fiore. Ma nel caso di Petacciato il bando per l'affidamento congiunto di progettazione esecutiva e realizzazione dell'intervento è stato poi pubblicato solo a dicembre 2025. "Il cambiamento climatico - ha affermato Fiore - accelera la frequenza e l'intensità di fenomeni meteorologici estremi, e non è possibile affrontare il problema con queste tempistiche". Questo scenario, sottolinea il presidente della Società Italiana di Geologia Ambientale, impone un urgente cambio culturale nella gestione del territorio, con una programmazione e una prevenzione più efficaci e rapide, capaci di rispondere alle nuove sfide di un Paese geologicamente fragile e ormai sempre più soggetto a eventi estremi quali frane, mareggiate e alluvioni. "Solo così - ha concluso - sarà possibile proteggere infrastrutture fondamentali e garantire la continuità dei collegamenti indispensabili per il benessere e lo sviluppo economico regionale e nazionale".
C.Peyronnet--CPN