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Il primo computer quantistico Partenope diventa fra i più potenti al mondo
E' passato da 25a 64 qubit. Bernini: 'più forte l'ecosistema italiano della ricerca'
E' diventato uno dei computer quantisci più potenti al mondo, Partenope: il sup processore a superconduttori sviluppato all'Università Federico II di Napoli è stato portato da 25 a 64 qubit, la versione quantistica dei bit usati nei computer tradizionali. "Il potenziamento di Partenope rappresenta una nuova tappa nel percorso che sta rafforzando l'ecosistema italiano della ricerca, rendendolo sempre più competitivo", ha osservato la ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. "È la dimostrazione concreta che gli investimenti del Pnrr, previsti dal Mur, stanno producendo risultati tangibili", ha aggiunto. Grazie all'aumento del numero di qubit, Partenope rappresenta una punta di diamante della ricerca quantistica italiana e permetterà un importante balzo in avanti nell'esplorazione delle potenzialità che si stanno aprendo con questi innovativi strumenti non solo di calcolo ma di studio approfondito della materia, dalle simulazioni delle molecole complesse fino al risolvere complessi problemi nei più disparati campi, dalla finanza alle comunicazioni sicure. Il nuovo computer, che sarà al fianco del precedente a 25 qubit, è stato realizzato dal gruppo di Tecnologie Quantistiche Superconduttive della Federico II guidato da Francesco Tafuri, e finanziato dall'Icsc - Centro Nazionale di Ricerca in HPC, Big Data e Quantum Computing nato nell'ambito del Pnrr. "Non si tratta però di avere solo più qubit - ha osservato Tafuri - ma di una migliore qualità, con tempi di coerenza maggiori. Il che vuol dire che restano stabili per più tempo e di conseguenza diventa possibile eseguire calcoli più complessi". Uno strumento nuovo che, insieme al processore da 25 qubit e altri 2 'banchi di prova' costituisce il cuore di una sorta di hub aperto ad altri centri di ricerca ed aziende dove sperimentare ed esplorare le potenzialità di queste macchine. "Partenope - ha concluso Tafuri - ha anche uno scopo di 'scolarizzazione' ossia di favorire l'integrazione di queste incredibili macchine, i cui miglioramenti avanzano a ritmi altissimi, con le tecnologie già esistenti e favorire lo sviluppo di un ecosistema di formazione nel paese e di sviluppo di nuove imprese".
St.Ch.Baker--CPN