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I virus dell'influenza seguono le rotte aeree, lo indica un modello matematico
Team di ricerca di Padova e Milano scopre una struttura di circolazione nascosta
La maggior parte delle stagioni influenzali nei vari Paesi è caratterizzata dalla circolazione di tutti i sottotipi del virus in proporzioni diverse, ma i Paesi in cui i sottotipi circolano in proporzioni simili sono quelli maggiormente connessi dai flussi di viaggi aerei. E' quanto emerge dallo studio a firma italiana condotto da un team di ricerca di Padova e Milano e coordinato da Chiara Poletto, del dipartimento di Medicina molecolare dell'Università di Padova e da Francesco Bonacina, attualmente ricercatore all'Università Bocconi e al momento dello studio affiliato all'Istituto nazionale francese della sanità e della ricerca medica (Inserm) e all'università Sorbona di Parigi. La ricerca è pubblicata sulla rivista Nature Health. Il virus influenzale è infatti composto da un gruppo di tre varianti principali: l'influenza di tipo B e i due sottotipi H3N2 e H1N1 dell'influenza di tipo A, ciascuno con caratteristiche diverse. Durante le stagioni influenzali, i sottotipi possono circolare in proporzioni simili oppure uno di essi può diventare predominante, con forti differenze da un paese all'altro e da una stagione all'altra. Per monitorare la circolazione dei virus influenzali l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccoglie settimanalmente dati sul numero di campioni positivi ai diversi sottotipi nei laboratori di riferimento di oltre 150 paesi nel mondo. "Partendo da questi dati - afferma Poletto - abbiamo utilizzato un approccio statistico specifico, noto come "Analisi dei Dati Composizionali", per analizzare l'evoluzione della composizione percentuale dei sottotipi influenzali a livello globale tra il 2000 e il 2023. Il metodo ci ha permesso di confrontare in modo coerente paesi e stagioni diverse, evitando distorsioni legate alla natura percentuale dei dati". E' emerso, prosegue Bonacina, che se si utilizzano le informazioni delle stagioni precedenti per prevedere la composizione dei sottotipi di una stagione futura "i modelli che tengono conto della struttura geografica globale offrono previsioni più accurate rispetto a quelli basati esclusivamente sui trend temporali locali". Secondo il team "lo studio mette in luce una struttura globale nella circolazione dei virus influenzali finora nascosta". Sfruttare questa conoscenza può contribuire a migliorare le previsioni su quali sottotipi tenderanno a dominare le epidemie future nei diversi paesi, offrendo alle autorità sanitarie nuovi strumenti per anticipare l'evoluzione dell'influenza stagionale e rafforzare la preparazione alla sua gestione.
J.Bondarev--CPN