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Arriva la cronodieta mediterranea, nuova piramide alimentare basata sui ritmi biologici
Introduce dimensione tempo con indicazioni 'giorno' e 'notte' in alimentazione quotidiana
Arriva la "cronodieta" mediterranea, il nuovo modello di piramide alimentare della dieta mediterranea che introduce la dimensione del tempo con le indicazioni 'giorno' e 'notte' nell'alimentazione quotidiana e indica nel "timing" dei nutrienti - carboidrati al mattino, proteine la sera - una leva strategica per contrastare obesità e malattie endocrino-metaboliche. L'approccio, sviluppato dalla Società Italiana di Endocrinologia (Sie) con l'Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (Adi) e pubblicato sulla rivista Current Nutrition Reports a ridosso della Giornata Mondiale contro l'Obesità, traduce la dieta mediterranea in una nutrizione di precisione calibrata sui cronotipi "gufi" e "allodole". "Le più recenti evidenze scientifiche mostrano che il metabolismo è regolato da ritmi circadiani e dall'oscillazione di ormoni chiave come insulina, cortisolo, melatonina, leptina e grelina, che nelle 24 ore modulano risposta ai nutrienti, appetito, dispendio energetico e qualità del sonno", osserva Diego Ferone, presidente Sie. "Consumare gli stessi alimenti in momenti diversi della giornata - prosegue - può quindi produrre effetti metabolici differenti, incidendo sul rischio di sovrappeso, diabete tipo 2 e altre disfunzioni endocrine associate all'aumento di peso". Il nuovo schema della piramide indica i momenti migliori della giornata per orientare i pasti: al mattino spazio a carboidrati complessi, legumi, frutta e verdura, quando la sensibilità insulinica è massima; la sera priorità a proteine magre, ortaggi e alimenti ricchi di triptofano e melatonina, utili per il riposo e la rigenerazione muscolare. Per Luigi Barrea, primo firmatario del documento e consigliere Sie, "consumare 40 grammi di proteine prima di dormire può aumentare la sintesi proteica muscolare del 33%, contrastando la perdita di massa muscolare. E spostare il 5% dell'energia dai grassi ai carboidrati durante la colazione aiuta a ridurre drasticamente il rischio di sindrome metabolica". Elemento chiave del modello è l'adattamento al cronotipo individuale: i 'gufi', più inclini a concentrare il cibo nelle ore serali, sono guidati a redistribuire progressivamente l'apporto calorico nelle ore di luce per evitare il 'social jetlag' metabolico; le 'allodole', naturalmente mattiniere, traggono vantaggio da una colazione abbondante, un pranzo equilibrato e una cena leggera a prevalenza proteica. Resta centrale l'olio extravergine d'oliva, per le sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, con benefici sul rischio cardiovascolare. "In linea con il riconoscimento Unesco della dieta mediterranea, il nuovo modello valorizza una visione olistica che unisce tradizione, sostenibilità e innovazione scientifica", conclude Salvatore Cannavò, presidente Eletto Sie, Ordinario di Endocrinologia all'Università di Messina.
Y.Ibrahim--CPN