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Gli aromi delle mummie egizie svelano le ricette degli imbalsamatori
Con il passare del tempo sono diventate sempre più complesse e costose
Le ricette messe a punto dagli antichi Egizi per imbalsamare i corpi dei defunti sono diventate via via più complesse con il passare del tempo, incorporando ingredienti più costosi e ricercati, quali resine e oli di piante come pino, ginepro e cedro. Lo dimostra l'analisi chimica degli aromi sprigionati da 19 mummie conservate in cinque musei britannici ed europei. I risultati sono pubblicati sul Journal of Archaeological Science dai ricercatori dell'Università britannica di Bristol. Nel 2025 un altro gruppo di ricerca internazionale (coordinato dall'Università di Lubiana, dall'University College di Londra e dall'Università di Cracovia) aveva analizzato per la prima volta in modo sistematico l'odore delle mummie egizie, prelevando dei campioni di aria dall'interno dei sarcofagi e delle teche di vetro da esposizione. I chimici di Bristol hanno voluto fare un ulteriore passo avanti, collegando direttamente questi antichi aromi agli specifici composti organici che li emettono. Grazie a uno scanner molecolare, hanno analizzato 35 campioni (piccoli pezzi di resina, bende e tessuti umani) provenienti da 19 mummie risalenti a un periodo compreso tra il 2000 a.C. e il 295 d.C. Ciascun campione è stato messo in una piccola camera a 'respirare', in modo che rilasciasse gli eventuali composti organici volatili ancora presenti al suo interno. I gas intrappolati sono stati quindi analizzati utilizzando la gascromatografia e la spettrometria di massa, in modo da risalire ai prodotti usati per l'imbalsamazione. I risultati dimostrano che inizialmente gli antichi Egizi imbalsamavano le mummie con ricette più semplici, a base di grassi e oli. Con il passare dei secoli, poi, le tecniche sono diventate più complesse, incorporando oltre al bitume anche materiali più costosi quali resine e oli di piante come pino, ginepro e cedro. Le mummie di diversi periodi storici emanano aromi diversi, dunque l'analisi dei composti volatili potrebbe essere utilizzata come metodo di indagine non invasivo per distinguere la loro epoca di appartenenza.
Y.Ponomarenko--CPN