-
Lollobrigida: dal 4 novembre 500 euro a oltre 1 milione di famiglie
-
Lmdv ci riprova, offerta per acquistare tutte le quote di Delfin
-
Borsa: Europa debole in apertura, Parigi -0,13%, Londra -0,36%
-
Confesercenti: "Allarme caro vita, in questo trimestre a rischio consumi per 1,4 miliardi'
-
Borsa: Asia contrastata, occhi sul voto Usa, Tokyo -0,33%
-
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi apre in calo sotto i 118 punti
-
L'utile semestrale di Ryanair scivola del 15% a 2,15 miliardi
-
Euro in aumento, scambiato a 1,1187 dollari
-
Il gas scende a 101,45 euro sulla piazza Ttf di Amsterdam
-
Prezzo dell'oro in aumento, Spot scambiato a 3.907 dollari
-
Prezzo del petrolio in calo, Wti scambiato a 100,68 dollari
-
Borsa: Tokyo, apertura in calo (-0,44%)
Pensare positivo può aiutare a potenziare il sistema immunitario
Potrebbe portare a nuovi modi per rendere i vaccini più efficaci
Pensare positivo potrebbe essere d'aiuto anche al sistema immunitario: attivare quell'area del cervello legata alla ricompensa e alle buone aspettative, infatti, sembra generare una maggiore risposta da parte dell'organismo a un vaccino, aprendo così a nuovi modi non invasivi per rendere questi trattamenti più efficaci. Lo afferma lo studio pubblicato sulla rivista Nature Medicine e guidato dall'Università israeliana di Tel Aviv, che ha coinvolto 85 volontari. Approfondire il funzionamento di questo meccanismo potrebbe, inoltre, fare nuova luce anche sui percorsi cerebrali che sono alla base dell'effetto placebo. La cosiddetta 'Area tegmentale ventrale', o Vta, è una regione cruciale del cervello per il sistema della ricompensa, per la motivazione e le emozioni e i suoi neuroni producono, infatti, dopamina, spesso chiamata 'l'ormone della felicità'. Studi svolti sugli animali hanno mostrato un collegamento tra quest'area e il sistema immunitario, ma non è ancora del tutto chiaro se tale relazione sia presente anche nell'uomo. Per capirlo, i ricercatori guidati da Nitzan Lubianiker hanno addestrato gli 85 partecipanti ad attivare la Vta usando strategie mentali come, ad esempio, ricordare un viaggio fatto, mentre l'attività del cervello veniva simultaneamente osservata tramite risonanza magnetica funzionale. Dopo quattro sessioni di allenamento, ai volontari è stato somministrato un vaccino contro l'epatite B e nelle settimane seguenti è stata monitorata la risposta immunitaria. I dati hanno mostrato che coloro che avevano imparato a mantenere un'attività cerebrale più elevata, presentavano anche un maggiore livello di anticorpi nel sangue. Studi più ampi saranno però necessari per stabilire se tale strategia possa davvero migliorare in maniera affidabile e significativa la risposta immunitaria.
M.Davis--CPN