-
Lollobrigida: dal 4 novembre 500 euro a oltre 1 milione di famiglie
-
Lmdv ci riprova, offerta per acquistare tutte le quote di Delfin
-
Borsa: Europa debole in apertura, Parigi -0,13%, Londra -0,36%
-
Confesercenti: "Allarme caro vita, in questo trimestre a rischio consumi per 1,4 miliardi'
-
Borsa: Asia contrastata, occhi sul voto Usa, Tokyo -0,33%
-
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi apre in calo sotto i 118 punti
-
L'utile semestrale di Ryanair scivola del 15% a 2,15 miliardi
-
Euro in aumento, scambiato a 1,1187 dollari
-
Il gas scende a 101,45 euro sulla piazza Ttf di Amsterdam
-
Prezzo dell'oro in aumento, Spot scambiato a 3.907 dollari
-
Prezzo del petrolio in calo, Wti scambiato a 100,68 dollari
-
Borsa: Tokyo, apertura in calo (-0,44%)
Cani e uomini a rischio di obesità a causa degli stessi geni
Regolano vie che controllano appetito e peso
Gli stessi geni rendono cani ed esseri umani più vulnerabili all'obesità: identificati inizialmente nei labrador e poi individuati anche nell'uomo, questi geni regolano i circuiti cerebrali che controllano l'appetito e il peso corporeo. Lo ha scoperto lo studio pubblicato sulla rivista Science e guidato dall'Università britannica di Cambridge. I risultati sottolineano l'importanza di questi percorsi cerebrali, ma possibili applicazioni terapeutiche per la perdita di peso non sono dietro l'angolo. I geni individuati non costituiscono infatti dei facili bersagli per nuovi farmaci, dal momento che controllano processi biologici chiave con i quali potrebbe essere rischioso interferire. L'attuale epidemia di obesità umana si rispecchia in una simile epidemia canina: attualmente, si stima che dal 40% al 60% dei cani sia obeso o sovrappeso, e ciò può portare a diversi problemi di salute. I ricercatori guidati da Natalie Wallis e Alyce McClellan hanno reclutato dei proprietari di labrador, ai quali hanno misurato il grasso corporeo, valutato il loro desiderio di cibo e prelevato un campione di saliva per l'analisi del Dna. Il gene che si è dimostrato più fortemente associato all'obesità è quello chiamato DENND1B, collegato allo stesso problema negli esseri umani: i cani portatori della variante genetica 'incriminata' hanno circa l'8% in più di grasso corporeo. Sono poi risultati associati all'obesità altri 4 geni individuati sia nei cani che nell'uomo, che però hanno un effetto minore rispetto a DENND1B. "I cani a più elevato rischio di obesità mostrano un maggiore appetito, e la stessa cosa si riscontra nelle persone", dice Wallis. I proprietari di questi cani devono, dunque, mettere molto più impegno nel controllare rigorosamente la loro dieta e l'esercizio fisico per evitare che diventino obesi, e lo stesso può accadere negli individui che possiedono queste varianti genetiche sfavorevoli.
P.Petrenko--CPN