-
Borsa: Tokyo, apertura in calo (-0,44%)
-
Manovra dimezza i fondi antisismici per gli edifici pubblici nel 2027 e 2028
-
Manovra: 17 milioni per le alluvioni in Emilia-Romagna, Marche e Toscana
-
Manovra: per il reddito di libertà delle donne 2 milioni in più all'anno
-
Manovra: Uil, 'i tagli alla scuola indeboliscono il Paese, vanno cancellati'
-
Manovra, 358 milioni per gli ammortizzatori sociali, 15 all'ex Ilva
-
Manovra: stretta sugli aumenti degli stipendi dei magistrati, rivisti i criteri
-
Manovra: per il piano clima regia al Mase e nomine in deroga, modello Pnrr
-
Al via in Ue le commissioni da 2 euro per l'acquisto di pacchi cinesi
-
Entro domani le adesioni al concordato preventivo biennale
-
Manifestazione nazionale Usb il 12 dicembre contro caro vita e governo Meloni
-
Manovra: con flessibilità Ue aiuti all'energia, per le imprese scatta vincolo green
-
Anche fra piccole banche timori su impatto Manovra, 'soglia è bassa'
-
Novembre è il mese dell'educazione finanziaria, al via la nona edizione
-
Manovra: bonus Giorgetti confermato, più soldi in busta paga a chi rinvia la pensione
-
Mimit, carburanti in calo, prezzo medio self benzina a 2,010 euro, gasolio a 2,241
-
Assoutenti, la guerra fa schizzare i prezzi, zucchine +31% a ottobre
-
Nasce Osservatorio civico, chiarimenti da Tari a welfare comuni
-
Manovra, rinvio per le compensazioni del Superbonus, spalmate su 10 anni
Piante assorbono più nanoplastiche se temperature aumentano
Studio analizzato effetto amplificatore cambiamenti climatici
Le alte temperature aumentano l'assorbimento delle nanoplastiche da parte delle piante. Questo il risultato di uno studio dell'Università di Pisa pubblicato sulla rivista Plant physiology and biochemistry che per la prima volta, spiega lo stesso Ateneo, ha analizzato l'effetto amplificatore dei cambiamenti climatici sull'inquinamento da nanoplastiche. La ricerca è stata condotta dal gruppo di botanica di Monica Ruffini Castiglione, e da quello di fisiologia vegetale di Carmelina Spanò, in collaborazione con le colleghe Stefania Bottega e Debora Fontanini. La sperimentazione nei laboratori dell'Università di Pisa ha impiegato come pianta modello Azolla filiculoides Lam, una piccola felce acquatica galleggiante con radici fluttuanti e sottili che assorbono le sostanze disciolte nell'acqua. Come inquinante sono state utilizzate nanoplastiche di polistirene, una delle materie plastiche più comuni e diffuse con cui si realizzano ad esempio posate e piatti usa e getta, imballaggi, contenitori da asporto e seminiere per l'ortoflorovivaismo. Dai dati è emerso che a 35 gradi la presenza di nanoplastiche aumenta apprezzabilmente all'interno della pianta rispetto alla situazione ottimale a 25 gradi. Questo provoca il deterioramento dei parametri fotosintetici e l'aumento dello stress ossidativo e della tossicità nelle piante. L'impiego di nanoplastiche fluorescenti ha inoltre permesso alle ricercatrici di tracciarne con precisione l'assorbimento e la distribuzione nei tessuti e negli organi vegetali. "Il maggior assorbimento di nanoplastiche in condizioni di alte temperature da parte delle piante solleva preoccupazioni riguardo al possibile impatto sulle colture di interesse agronomico, con implicazioni potenzialmente rilevanti per l'ingresso di queste sostanze nella catena alimentare", spiegano Ruffini Castiglione e Spanò che aggiungono: "Il nostro studio sottolinea come i cambiamenti climatici non solo sono in grado di amplificare gli effetti negativi dei rifiuti plastici, ma possano anche creare nuove sinergie pericolose tra fattori ambientali e inquinanti, aggravando ulteriormente le sfide ecologiche già esistenti".
A.Leibowitz--CPN
