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Brigata ebraica, il giovane fermato non è un nostro iscritto
Davide Romano, 'non lo conosciamo, pronti ad adire alle vie legali'
Eithan Bondì, fermato per gli spari del 25 aprile a Roma, non fa parte della Brigata Ebraica. La Brigata Ebraica "ribadisce con forza di non conoscerlo - chiarisce in una nota il direttore del museo della Brogata Ebraica di Milano Davide Romano -, non avere tra i suoi membri persone che rispondano a questo nome. Sottolinea anche di non aver alcun rappresentante né iscritto nella città di Roma". "Ci riserviamo inoltre di adire a vie legali contro tutti quelli che usano e useranno il nome della Brigata Ebraica per accostarlo a questo atto vergognoso - annuncia -. La violenza non ha mai fatto parte dei nostri valori e non li rappresenterà mai". "Provo orrore e condanno nella maniera più risoluta, e senza alcuna giustificazione, chiunque si permetta di usare il nome della Brigata Ebraica per compiere atti di violenza - conclude - La Brigata Ebraica ha combattuto per la libertà e la dignità umana. Strumentalizzarne il nome per giustificare o coprire comportamenti violenti è un oltraggio alla sua memoria e a tutti coloro che si sono sacrificati sotto quella bandiera".
D.Avraham--CPN