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Legacoop-Ipsos, per 6 italiani su 10 con la guerra sarà recessione
Conflitto e rincari alimentano paura e incertezza, il 77% vede il futuro in peggioramento
Un'Italia segnata da pessimismo, timori economici e crescente inquietudine per i conflitti internazionali. È il quadro che emerge dal report FragilItalia "Guerra e pace", elaborato da Area Studi Legacoop e Ipsos, che, sulla scorta di un sondaggio condotto su un campione rappresentativo della popolazione, fotografa percezioni e aspettative degli italiani rispetto allo scenario globale e alle sue ricadute sulla vita quotidiana. "Il quadro che emerge da questa analisi -sottolinea Simone Gamberini, presidente Legacoop- restituisce l'immagine di un Paese profondamente segnato da paura e incertezza, in cui il peso dei conflitti internazionali si traduce direttamente in ansia economica e sociale. Il dato più preoccupante è la diffusione del pessimismo, che colpisce in modo ancora più intenso le fasce più fragili della popolazione. Di fronte a questo scenario, è indispensabile rafforzare le politiche che sostengono il potere d'acquisto delle famiglie, contrastano le disuguaglianze e difendono la coesione sociale. Allo stesso tempo, emerge con chiarezza una domanda forte di pace, cooperazione internazionale e multilateralismo, che deve essere raccolta con responsabilità dalle istituzioni e dalla politica. La cooperazione può e deve essere parte della risposta". Il dato più netto riguarda la percezione del futuro: più di 3 italiani su 4 (il 77%) ritengono che la situazione nei prossimi mesi peggiorerà rispetto a oggi, mentre solo il 22% intravede un miglioramento (il 34% tra gli under 30; il 32% nel ceto medio). Il pessimismo raggiunge livelli ancora più elevati tra le fasce sociali più fragili: arriva al 91% tra il ceto popolare e all'81% tra over 64, donne e non occupati. Le aspettative economiche confermano un clima di forte incertezza. Il 59% degli italiani (71% nel ceto popolare) prevede una recessione nei prossimi mesi (di cui circa la metà una recessione "forte"), mentre il 29% si attende una fase di stagnazione.
P.Petrenko--CPN