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Delfin, Luca e Paola Del Vecchio pronti a chiedere 500 milioni di penale
Corriere della Sera, fonti vicine a Lmdv parlano della possibilità di un arbitrato
Luca e Paola Del Vecchio si preparano a far valere i loro diritti sulla mancata vendita delle loro quote di Delfin al fratello Leonardo Maria. I loro avvocati, secondo quanto scrive il Corriere della Sera, avrebbero pronta una lettera per invitare Lmdv a rispettare il contratto e quindi pagare 250 milioni a testa ai due fratelli venditori. Intanto martedì 22 settembre il giudice lussemburghese si esprimerà sulla richiesta di Delfin di prorogare di altri 6 mesi i tempi per la prelazione sulle quote azionarie di Leonardo Maria e Clemente Del Vecchio e Rocco Basilico. I tre fratelli avevano fatto domanda di trasferire la quota del 12,5% in veicoli societari personali, come già ottenuto ad agosto da Luca e Paola. Sulle quote di Luca e Paola, Leonardo Maria Del Vecchio aveva esercitato la prelazione, firmando con i due fratelli un contratto per acquistarle a un valore di 10 miliardi complessivi. L'operazione non è mai andata a buon fine, ma nel contratto di compravendita era però prevista una clausola che imponeva una penale di 500 milioni totali nel caso in cui l'operazione non fosse stata perfezionata. Nell'accordo, infatti, mancava una clausola che subordinasse l'acquisto al finanziamento. Fonti vicine a Lmdv parlano della possibilità di aprire un arbitrato per cercare una ricomposizione con Luca e Paola. Il terreno per un accordo potrebbe essere la governance: Leonardo Maria Del Vecchio potrebbe offrire di avvicinarsi alle richieste dei due fratelli per una modifica dello statuto, una volontà condivisa anche da Clemente e Rocco Basilico. È uno dei nodi irrisolti dalla morte di Leonardo Del Vecchio, nel giugno 2022. L'obiettivo sarebbe cambiare le regole di governance di Delfin, il cui cda è nominato a vita.
A.Samuel--CPN