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Studio, la povertà colpisce il 68,5% delle famiglie in Venezuela
Vivere senza luce o acqua è la norma per la maggioranza delle persone
La ripresa economica in Venezuela stenta a invertire la tendenza della povertà: secondo l'ultima indagine nazionale condotta dall'Università cattolica Andrés Bello (Ucab), il 68,5% delle famiglie vive in condizioni di indigenza e il 31,7% in povertà estrema. I dati mostrano inoltre che la povertà multidimensionale - che misura le privazioni in termini di alloggio, servizi, reddito, istruzione, occupazione e salute - ha colpito il 55% della popolazione, compromettendo il benessere collettivo. L'economia venezuelana ha attraversato una prolungata recessione dal 2014 fino all'inizio del 2022, con una contrazione del Pil dell'80% e un periodo di iperinflazione. Nonostante i miglioramenti in questi indicatori, persistono problemi relativi all'accesso all'istruzione (1,2 milioni di bambini non vanno a scuola) e all'assistenza sanitaria, nonché all'elettricità (solo il 10% dei venezuelani ha la luce garantita in casa) e all'acqua potabile. La presidente ad interim Delcy Rodríguez, succeduta a Nicolás Maduro dopo la sua cattura da parte degli Usa il 3 gennaio a Caracas, ha annunciato un aumento del "reddito minimo globale" per i lavoratori a 240 dollari, ben al di sotto dei 700 dollari necessari per un paniere alimentare di base per una famiglia di cinque persone, secondo gli esperti. Pur essendo diminuita di undici punti percentuali la povertà estrema nel Paese, "in una famiglia su tre il reddito è ancora insufficiente a coprire il fabbisogno alimentare", ha osservato Anitza Freitez, coordinatrice dell'Indagine nazionale sulle condizioni di vita (Encovi). Lo studio indica inoltre che solo il 10% dei venezuelani dichiara di voler rimpatriare. Circa 8 milioni di persone sono emigrate dall'inizio del secolo.
O.Ignatyev--CPN