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Da maggio ulteriore rilascio in Giappone di 20 giorni di riserve di petrolio
Crisi Stretto Hormuz, segue prima immissione sul mercato fatta a marzo
Si fa sempre più critica la gestione delle risorse energetiche in Giappone con l'evoluzione dello scenario internazionale. Dal primo maggio, il governo di Tokyo ha deciso di dare il via ad un ulteriore rilascio di scorte strategiche di petrolio pari a circa 20 giorni di consumo, a fronte della persistente incertezza sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, nonostante l'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. La decisione segue la prima immissione sul mercato di circa 50 giorni di riserve, avviata a metà marzo da scorte statali e private, per stabilizzare l'approvvigionamento energetico del Paese, fortemente dipendente dalle importazioni. Il secondo rilascio mobiliterà 5,8 milioni di metri cubi di greggio, per un valore complessivo di 540 miliardi di yen, equivalenti a 2,9 miliardi di euro, ha precisato il ministero dell'Industria. Le riserve nazionali saranno distribuite da dieci basi di stoccaggio sul territorio a quattro maggiori grossisti petroliferi locali. Il Giappone dipende dal Medio Oriente per oltre il 90% delle proprie importazioni di greggio, la maggior parte delle quali transita attraverso lo Stretto di Hormuz. Gli analisti del settore osservano come la strategia di Tokyo miri a bilanciare sicurezza energetica e stabilità dei prezzi interni, utilizzando strumenti di intervento straordinario previsti dalla normativa nazionale. In questo contesto, le scorte strategiche giapponesi, tra le più consistenti al mondo in rapporto al consumo interno, rappresentano uno strumento chiave di politica energetica per un Paese che come l'Italia è privo di risorse fossili domestiche.
D.Goldberg--CPN