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Domani Eurostat su deficit Italia, il 'nodo' decimali e l'uscita dalla procedura
Sotto 3% del Pil possibile chiusura iter, ma dall'istituto Ue 'dati arrotondati'
Domani alle 11 Eurostat diffonderà i dati su deficit e debito pubblico 2025: sarà un passaggio chiave per l'Italia per la valutazioni sulla procedura per deficit eccessivo aperta sul Paese. La soglia decisiva fissata dalle regole economiche comuni è quella del 3% del Pil. L'ultima stima Istat vedeva il deficit/Pil italiano per il 2025 al 3,1%, ma il dato rilevante a Palazzo Berlaymont sarà quello diffuso domani. A Bruxelles trapela che basterebbe anche un valore del 2,99% perché la Commissione decida di far uscire l'Italia dall'iter, anche se andranno comunque considerate anche le prospettive future dell'indebitamento netto italiano. Al centro dell'attenzione, oltre al dato in sé, c'è quindi anche la questione tecnica dei decimali e delle modalità di pubblicazione dell'annuncio da parte dell'istituto europeo di statistica. Secondo quanto chiarito da Eurostat all'ANSA, i dati di finanza pubblica saranno resi noti domani "con una cifra decimale", applicando le normali regole matematiche di arrotondamento: "si arrotonda per difetto se la seconda cifra è pari o inferiore a 4, e per eccesso se è pari o superiore a 5". In termini concreti, questo significa che un valore ipotetico del deficit tra il 2,95% e il 2,99% verrebbe comunque pubblicato come 3,0%, senza ulteriori dettagli. Eurostat precisa inoltre che "tutti i dati trasmessi nell'ambito del regolamento 479/2009 sono pubblicati con una cifra decimale". Accanto alle percentuali, l'ufficio statistico Ue diffonde comunque anche i dati in valore assoluto, "in milioni di valuta nazionale", così come le tabelle Edp (la procedura per deficit) originali trasmesse dagli Stati membri. Resta quindi un margine di incertezza interpretativa per soglie sensibili come quella del 3% del Pil. Il dato di domani sarà però quello usato dalla Commissione nell'ambito del pacchetto del Semestre europeo del 3 giugno: come detto, sotto il 3% potrebbe raccomandare di chiudere la procedura sull'Italia. La Commissione, da quanto filtra, non si limiterebbe a valutare il valore arrotondato al decimale.
H.Cho--CPN