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Fipe, nel 2025 consumi per ristorazione salgono a 100 miliardi
Cresce il valore aggiunto (59,3 miliardi di euro) ma persi 114mila dipendenti (-10,3%)
Nel 2025, la ristorazione italiana ha registrato un lieve aumento nel valore aggiunto rispetto all'anno precedente (59,3 miliardi di euro, +0,5%). I consumi si attestano a 100 miliardi di euro, in aumento dello 0,5% sul 2024, ma ancora inferiori ai livelli pre-Covid (-5,4%). È quanto emerge dal Rapporto Ristorazione 2026 di Fipe-Confcommercio, presentato oggi a Roma. Le imprese del settore sono 324.436, l'1% in meno rispetto all'anno precedente. La maggiore contrazione si registra tra i bar (-2,2%), stabili invece i ristoranti (-0,4%), mentre il settore banqueting e ristorazione collettiva segna un +3,5%. Per quanto riguarda i prezzi, i listini crescono del 3,2% rispetto al 2024. L'adeguamento è conseguente allo shock inflazionistico degli anni post pandemia. L'incertezza rende le scelte di investimento più mirate: nel 2025 il 28,4% delle imprese ha realizzato ammodernamenti, il 25,8% li ha in programma nel 2026, su cui pesano i rischi di un nuovo shock energetico per via del conflitto in Medio Oriente. Sul versante del lavoro, si registra la diminuzione dell'occupazione dipendente, che perde oltre 114mila unità (-10,3%). Un'impresa su due dichiara inoltre di avere difficoltà nel reperire personale. La ricerca di cuochi, camerieri e baristi - le figure più richieste - può durare fino a 5 mesi. Sebbene il 61,6% dei lavoratori sia under 40, l'unica fascia occupazionale che resiste al calo generale è quella degli over 60, evidenziando una permanenza attiva in allungamento, anche per effetto della crisi demografica. La produttività rimane una criticità del settore: rispetto al 2024, cala di un punto percentuale e la distanza dai valori di dieci anni fa rimane marcata.
H.Meyer--CPN