-
Mimit, carburanti in calo, prezzo medio self benzina a 2,010 euro, gasolio a 2,241
-
Assoutenti, la guerra fa schizzare i prezzi, zucchine +31% a ottobre
-
Nasce Osservatorio civico, chiarimenti da Tari a welfare comuni
-
Manovra, rinvio per le compensazioni del Superbonus, spalmate su 10 anni
-
Salvini, 'se il Parlamento vuole un contributo maggiore dalle banche è sovrano'
-
Binance reintegra il 90% degli asset sottratti con l'attacco informatico
-
Manovra: raddoppiano puntate e vincite alle slot, debito scontato ai gestori
-
Cgil, 'manovra peggio delle peggiori aspettative, accelera declino e impoverimento'
-
Dalla stretta su rivalutazione delle pensioni risparmi lordi per 14,2 miliardi in 10 anni
-
Manovra, dai ministeri tagli alla spesa per 4,7 miliardi in tre anni
-
Lavoratori vestiti da Halloween davanti alla boutique di Valentino a Venezia
-
Il reddito reale delle famiglie Ue cresce appena dello 0,1%, volano i prezzi
-
Zecca dello Stato celebra il Falstaff di Verdi con una moneta da collezione
-
Manovra: si rivede il riparto dei fondi per gli asili nido per il calo nascite
-
Manovra, cassa integrazione ai lavoratori pesca e 100 milioni per i pescherecci
-
Manovra, 160 milioni per rifinanziamento credito d'imposta Agricoltura 4.0
-
L'export di Gnl attraverso Hormuz ancora ad un terzo dai livelli pre-guerra
La crisi dello stretto di Hormuz blocca merce di Lago Group
Cinque container fermi in mare, altri bloccati o rientrati
La guerra in Iran, col blocco navale dello stretto di Hormuz, colpisce anche la padovana Lago. Cinque container dell'azienda di Galliera Veneta produttrice di wafer, biscotti e merende sono fermi in mare, altri due sono potenzialmente pronti a partire e due sono rientrati dai porti. Ulteriori 23 sono in stock nello stabilimento, per un valore totale di un milione di euro di merce congelata dal conflitto. A questa situazione di stallo, spiega l'azienda, si aggiungono la difficoltà di tracciare i container perché le navi viaggiano spesso con i trasponder staccati per evitare di fungere da bersaglio, il raddoppio dei costi del trasporto marittimo in quanto manca la copertura assicurativa e le tariffe ancora più esorbitanti se si considera la tratta via terra, fino ad oggi inusuale. "Oggi è tutto il commercio mondiale a risentire di questa crisi anche se l'area più colpita è quella ad Est in quanto sono chiusi sia lo stretto di Hormuz che il canale di Suez - spiega Francesco De Marco, Group International Sales Director di Lago Group -. Questo porterà ad un impatto su tutta la catena di approvvigionamento, a partire dall'aumento dei costi delle materie prime di provenienza asiatica come oli vegetali o di quelle legate all'andamento petrolio come gli incarti e i cartoni".
L.K.Baumgartner--CPN