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Borsa: Milano tiene con l'Europa. Gas in rialzo, debole il petrolio
Spread in calo, forte l'euro. Positiva Unicredit, corre Commerzbank (+8%) dopo l'Ops
Mercati ancora in stand by in attesa di capire gli sviluppi dell'attacco di Israele e Usa in Iran. Non sono servite le dichiarazioni del segretario al Tesoro Bessent sull'intenzione degli Stati Uniti di consentire alle petroliere iraniane di attraversare lo Stretto di Hormuz a muovere le Borse, così come gli operatori non hanno guardato ai dati macroeconomici della giornata dagli Usa. Così nel Vecchio continente le Borse migliori sono state quelle di Londra e Amsterdam, che hanno chiuso con un rialzo dello 0,6%, seguite da Francoforte in aumento di mezzo punto percentuale. In crescita finale dello 0,3% Parigi e dello 0,2% Madrid, con Milano che è stata la più cauta di tutte, con l'indice Ftse Mib comunque in aumento finale dello 0,07% a 44.347 punti. Gli operatori attendono anche che questa settimana diverse banche centrali, tra le quali Fed e Bce, forniscano indicazioni sulla loro futura politica monetaria e in questo clima lo spread tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni ha concluso la seduta in calo a 77,5 punti base contro gli 81 dell'avvio. Forte l'euro, in rialzo fino a quota 1,15 contro il dollaro, e in tenuta il Bitcoin sui 73mila dollari. Tra la materie prime il gas ha chiuso in leggero aumento sul mercato di Amsterdam, di riferimento per l'Europa: il future sul metano con consegna ad aprile ha concluso in rialzo dell'1,5% a 50,8 euro al Megawattora. Il petrolio si è invece mosso debole tentando di mantenere il livello dei 95 dollari al barile. In Piazza Affari, tra i titoli principali il migliore è stato quello di Stm, salito del 2,6%, con Cucinelli in rialzo finale del 2,4% e Tim dell'1,6%. Unicredit è cresciuta di mezzo punto percentuale dopo l'annuncio del lancio di un'offerta pubblica volontaria di scambio su Commerzbank (+8% a 32 euro) finalizzata a superare la soglia del 30% della banca tedesca. Debole Nexi, che ha ceduto il 6%, e soprattutto Amplifon, in scivolata del 14% dopo l'acquisizione di Gn Hearing per 2,3 miliardi.
J.Bondarev--CPN