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Borsa: l'Europa incerta guarda allo stretto di Hormuz, Milano -0,2%
A Piazza Affari giù Amplifon, fiacca Unicredit
Le Borse europee si muovono incerte mentre si attendono decisioni per liberare lo stretto di Hormuz, dopo le parole di Donald Trump. Intanto gira in calo il prezzo del petrolio mentre riduce il rialzo il gas. Sul fronte valutario il dollaro si indebolisce sulle principali valute, con l'euro che sale a 1,1475. Poco mosso l'indice stoxx 600 (+0,05%). Positive Londra (+0,3%) e Francoforte (+0,2%), poco mosse Parigi (-0,07%) e Madrid (+0,06%). In calo Milano (-0,2%). I principali listini sono appesantiti dalle auto (-0,9%) e dal lusso (-0,7%). Poco mosse le utility (+0,05%), con il prezzo del gas che sale del 2,2% a 51,25 euro al megawattora. In crescita anche i tecnologici (+0,4%). Sale l'energia (+0,9%), con il prezzo del petrolio che gira in calo. Il Wti cede l'1,5% a 97,17 dollari al barile e il Brent scende dello 0,2% a 102,95 dollari. In calo i rendimenti dei titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund scende a 78 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,74% e quello tedesco al 2,95%. L'oro risale poco sopra i 5.000 dollari l'oncia (5.003 dollari), con un rialzo dello 0,1%. A Piazza Affari scivola Amplifon (-7%), dopo l'acquisizione di Gn Hearing per 2,3 miliardi. Male anche Nexi (-3,3%) e Recordati (-2,1%). Fiacca Unicredit (-0,6%) dopo aver lanciato l'offerta per salire oltre il 30% di Commerzbank (+6,5%). Nel listino principale si mettono in mostra Stm (+1,9%), Banco Bpm (+1,5%) e Inwit (+1,1%).
Ng.A.Adebayo--CPN