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Trump, 'non preoccupato dal rialzo dei prezzi della benzina'
'Scenderanno non appena sarà terminato il conflitto con l'Iran'
Donald Trump ha ribadito di essere "non preoccupato" per l'aumento dei prezzi della benzina negli Usa in scia alle turbolenze sul petrolio dalla guerra in Iran. "Credo che scenderanno a livelli inferiori rispetto a prima; io, a suo tempo, li avevo portati a minimi storici", ha notato riferendosi ai prezzi della benzina, promettendo che torneranno a scendere non appena sarà terminato il conflitto con l'Iran. Il primo marzo, il giorno successivo all'inizio degli attacchi da parte di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, il prezzo medio della benzina negli Usa si è attestato a 2,94 dollari al gallone, secondo i dati di GasBuddy. Sabato, il prezzo medio ha raggiunto i 3,66 dollari. "C'è così tanto petrolio, così tanto gas, ce n'è in abbondanza, ma, sapete, il flusso si è un po' intasato. Molto presto si sbloccherà", ha aggiunto il tycoon in un'intervista alla Nbc. Interpellato direttamente sulla possibilità che i prezzi della benzina possano influenzare le elezioni di midterm, Trump ha risposto: "Non sono affatto preoccupato. L'unica cosa che voglio fare è assicurarmi che l'Iran non possa mai più tornare a fare il prepotente in Medio Oriente". Intanto, riporta il Financial Times, i produttori petroliferi Usa potrebbero figurare tra i maggiori beneficiari dalla crisi nel Golfo Persico se quest'anno il prezzo medio del greggio dovesse attestarsi sui 100 dollari al barile: incasserebbero guadagni straordinari per oltre 63 miliardi di dollari nel 2026, con la conferma dei valori raggiunti nel conflitto degli Usa e Israele contro l'Iran. Le proiezioni della banca d'investimento Jefferies stimano che i gruppi Usa genererebbero flussi di cassa aggiuntivi di 5 miliardi di dollari nel solo mese corrente, a seguito di un rialzo di circa il 47% dei prezzi del petrolio dall'inizio del conflitto, il 28 febbraio.
P.Petrenko--CPN