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Borsa: l'Asia rifiata col petrolio nella peggior settimana da marzo 2020
In rialzo anche i future in Europa e negli Usa
Le Borse provano a riprendere un po' di fiato nell'ultima seduta di una settimana segnata dal conflitto in Medioriente, con l'attenzione degli investitori che resta concentrata a captare segnali sulla possibile durata della guerra scatenata da Israele e Usa contro l'Iran. I listini asiatici sono in rialzo, in quella che è stata la peggior settimana per i mercati azionari dell'area dal marzo 2020, mentre avanzano anche i future sull'Europa, con l'Euro Stoxx 50 in progresso dell'1%, e sul Wall Street, dove il Nasdaq sale dello 0,2% e l'S&P 500 dello 0,1%. In Asia Tokyo sale dello 0,6%, Hong Kong dell'1,7%, Seul del 3,4%, Shenzhen dello 0,9%, Shanghai dello 0,4% mentre Sydney cede l'1%. Si arresta la corsa del petrolio, con gli Stati Uniti che stanno valutando azioni per contenere l'impennata del costo del greggio, tra cui anche il rilascio delle riserve strategiche, anche se la notizia della chiusura quasi totale dello Stretto di Hormuz ha di fatto azzerato i ribassi della notte in Asia (il Wti cede lo 0,2% a 80,85 dollari e il Brent è invariato a 85,38 dollari). In calo l'oro, che cede l'1,1% a 5.107 dollari l'oncia. Sul fronte macro, messo in ombra dalla geopolitica, oggi si guarderà al dato del Pil dell'Eurozona nel quarto trimestre e ai dati sul mercato del lavoro negli Usa.
A.Agostinelli--CPN