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Imprenditrice, 'incertezza e costi supplementari per le merci in viaggio'
'Raddoppio dei costi di spedizione e difficoltà nell'accettare nuovi ordini'
Continua la situazione di grande incertezza legata al traffico merci per la chiusura dello stretto di Hormuz, con gravi conseguenze anche per l'export dei prodotti Made in Italy. Caterina Carannante, imprenditrice italiana titolare di 'Tricolore International', società che dal 2011 distribuisce nel Sultanato dell'Oman prodotti italiani nel settore dell'interior design e in particolare gres porcellanato del distretto ceramico di Sassuolo, uno dei poli produttivi italiani più orientati ai mercati internazionali, racconta che "al momento dello scoppio della crisi avevamo otto contenitori in mare, ritirati dall'Italia e diretti verso il porto di Sohar, in Oman. Stiamo ricevendo progressivamente aggiornamenti sulla posizione delle navi e sulle nuove rotte assegnate a questi carichi". "Uno dei container - spiega Carannante - era ancora fermo al porto di La Spezia e la merce a bordo verrà riconsegnata al fornitore, con un costo supplementare stimato al momento intorno ai 2000 euro. Non abbiamo per ora notizie certe su quando sarà possibile rispedire questo carico o ritirare nuova merce, perché le prenotazioni risultano ancora bloccate da parte di tutte le principali compagnie di navigazione. Tre container risultano al momento nel porto di Mundra, in India completamente fuori dalla rotta prevista. Da lì dovrebbero essere trasferiti al porto di Khor Al Fakkan, che si trova negli Emirati Arabi, prima dell'ingresso nello stretto di Hormuz. Secondo l'ultimo aggiornamento ricevuto, la compagnia di navigazione dichiarerà la fine del viaggio in questo porto e stiamo cercando di capire come poter recuperare questa merce e organizzare il trasporto verso l'Oman".
Y.Uduike--CPN