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Inchiesta sulle estrazioni petrolifere in Basilicata, assolta l'Eni
Sentenza di appello. Nel 2016 indagini portarono alla chiusura del Centro Oli di Viggiano
Nell'ambito di un processo sullo smaltimento dei reflui derivanti dalle estrazioni petrolifere in Basilicata, la Corte d'Appello di Potenza ha assolto la società Eni, che in primo grado era stata condannata a una sanzione amministrativa da 700mila euro e alla confisca per equivalente, quale profitto del reato, di 44,2 milioni di euro. La sentenza - come pubblicato stamani da 'La Nuova del Sud' e dall'edizione lucana de 'L'Altravoce - il Quotidiano' - è stata emessa ieri sera nel Palazzo di Giustizia del capoluogo lucano. Il procedimento riguarda un'inchiesta che nel 2016 portò al sequestro di due vasche di stoccaggio e un pozzo, al seguito del quale il Centro Oli di Viggiano (Potenza) dell'Eni rimase fermo per quattro mesi. In Appello sono stati assolti anche gli altri sette imputati: gli ex manager e dipendenti del Cova di Viggiano, Ruggero Gheller, Nicola Allegro e Luca Bagatti, che erano stati condannati a due anni (con pena sospesa), mentre un anno e quattro mesi erano stati inflitti a Enrico Trovato, Roberta Angelini e Vincenzo Lisandrelli, sempre con pena sospesa. All'ex dirigente della Regione Basilicata, Salvatore Lambiase, era stata comminata una condanna a 18 mesi, con pena sospesa.
P.Schmidt--CPN