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Confindustria, economia quasi ferma, le tensioni gonfiano l'oro
'Venti contrari da dollaro e incertezza, investimenti tirati dal Pnrr'
"Venti contrari da dollaro e incertezza: export debole, consumi frenati, industria volatile, investimenti tirati dal Pnrr"; con l'economia italiana "quasi ferma", "debole" nell'Eurozona. E' il quadro delineato nella congiuntura flash dal Centro studi di Confindustria, che evidenzia la risalita dei prezzi di petrolio e gas e la volata dell'oro che, sottolinea, tipicamente registra rialzi marcati nei momenti di crisi economica, rappresentando il bene rifugio per eccellenza perché considerato asset privo di rischio. "Le tensioni gonfiano l'oro e non fermano la Borsa", afferma il Csc. "Il prezzo del petrolio non scende più, il dollaro debole compromette l'export, i casi di Venezuela e Groenlandia alimentano l'incertezza che in Italia spinge le famiglie a risparmiare frenando i consumi. In positivo agisce l'ultima accelerazione sul Pnrr, la riduzione dei tassi sovrani, la risalita del credito. L'industria resta volatile" anche a fine 2025, "gli investimenti sono l'unica spinta per il Pil", sostiene il Csc. "Anche il prezzo del gas - aggiunge - non scende più, su livelli più che doppi rispetto al 2019".
P.Kolisnyk--CPN