-
Lollobrigida: dal 4 novembre 500 euro a oltre 1 milione di famiglie
-
Lmdv ci riprova, offerta per acquistare tutte le quote di Delfin
-
Borsa: Europa debole in apertura, Parigi -0,13%, Londra -0,36%
-
Confesercenti: "Allarme caro vita, in questo trimestre a rischio consumi per 1,4 miliardi'
-
Borsa: Asia contrastata, occhi sul voto Usa, Tokyo -0,33%
-
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi apre in calo sotto i 118 punti
-
L'utile semestrale di Ryanair scivola del 15% a 2,15 miliardi
-
Euro in aumento, scambiato a 1,1187 dollari
-
Il gas scende a 101,45 euro sulla piazza Ttf di Amsterdam
-
Prezzo dell'oro in aumento, Spot scambiato a 3.907 dollari
-
Prezzo del petrolio in calo, Wti scambiato a 100,68 dollari
Utili in crescita e risiko spingono le banche in Borsa, in luce l'Italia
Nell'ultimo anno l'indice Euro stoxx banks ha registrato un incremento del 73%
Utili più consistenti, capitali solidi, dividendi in aumento e operazioni di fusione e acquisizione spingono il settore bancario europeo. L'Euro stoxx banks, l'indice che raccoglie le principali banche dell'Eurozona, ha raggiunto i massimi a 271 punti, rispetto ai 100 punti del 31 dicembre del 1991. Solo nell''ultimo anno l'indice ha registrato un incremento del 73%. Per la prima volta da anni, secondo gli analisti di Bloomberg Intelligence, i prezzi delle azioni dei 28 maggiori istituti di credito europei sono in rialzo su base mensile, trimestrale e semestrale. Il rialzo è stato trainato dall'attenuarsi dei rischi "di dazi globali, dal miglioramento delle prospettive di utili nel settore e dall'aumento dei dividendi distribuiti agli azionisti", spiegano gli analisti. Performance brillante anche per le banche quotate a Piazza Affari. I titoli di sette istituti di credito italiano, dal 16 gennaio del 2025 alla chiusura di venerdì scorso, hanno registrato incrementi a doppia cifra. Tra quelle coinvolte nel risiko bancario spicca la Popolare di Sondrio che ha visto lievitare il titolo del 101% a 17,48 euro. Segue poi Bper (+86% a 12,16 euro), Unicredit (+71% a 72,63 euro), Banco Bpm (+53% a 12,74 euro), Mps (+25% a 8,82 euro) e Mediobanca (+12,30% a 17,17 euro). Molto forte anche la crescita di Intesa Sanpaolo (+45% a 5,94 euro), nonostante la decisioni di non intervenire nel recente risiko bancario. La banca guidata da Carlo Messina si era già mossa negli anni scorsi e in anticipo, con l'acquisizione delle banche venete e successivamente di Ubi.
A.Agostinelli--CPN